In Progitec crediamo che la sicurezza sul lavoro sia un valore da costruire ogni giorno, insieme, con consapevolezza e responsabilità.

Con questo spirito abbiamo accolto e ospitato l’iniziativa “Prevenzione in Azione”, promossa da INAIL – Istituto Nazionale Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, sede di Catania, e dall’Osservatorio della Prefettura di Catania. Il 24 luglio abbiamo messo a disposizione una sala convegni per tutti i nostri collaboratori che hanno scelto di partecipare volontariamente: una scelta, quella della partecipazione libera, che dice già molto sulla cultura che stiamo costruendo.

L’incontro è stato un’importante occasione di confronto e crescita sui temi della prevenzione e della cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro. Un momento apprezzato da tutti i presenti, che hanno avuto la possibilità di approfondire strumenti, buone pratiche e il quadro normativo di riferimento, arricchendo il proprio bagaglio professionale e umano.

A conclusione dell’evento, abbiamo consegnato a ogni lavoratore presente un attestato di partecipazione, riconoscimento formale del loro impegno e della volontà di contribuire a rendere il nostro ambiente di lavoro sempre più sicuro.

Un sentito ringraziamento a INAIL Catania e all’Osservatorio della Prefettura di Catania per aver promosso un’iniziativa di così alto valore civico e professionale. Appuntamenti come questo ci ricordano che la prevenzione non è solo una misura tecnica: è prima di tutto una scelta culturale.

Dal 12 agosto 2026 entra in vigore una delle novità introdotte dal Regolamento europeo PPWR 2025/40 (Packaging and Packaging Waste Regulation), che include le capsule monodose per caffè, tè e altre bevande nella definizione di imballaggio.

Entrano in vigore nuove disposizioni che riguardano la produzione e la gestione degli imballaggi per bevande. Si apre quindi un percorso di transizione che coinvolgerà produttori, impianti di trattamento e consumatori e che porterà, progressivamente, a progettare capsule sempre più riciclabili.

Le capsule andranno quindi nella raccolta differenziata?

Si, lo scopo è quello di far rientrare le capsule nella raccolta differenziata.

Sebbene il regolamento le riconosca come imballaggi, le modalità di conferimento dipenderanno, prima di tutto, dalle indicazioni presenti sulla confezione.

Per questo motivo è importante leggere sempre le istruzioni riportate sulle confezioni.

Probabilmente inizieremo anche a vedere un numero crescente di capsule compostabili, ovvero realizzate con un materiale certificato che potrà essere conferito nella raccolta dell’organico.

Cosa cambia davvero dal 12 agosto 2026?

La principale novità riguarda le etichette ambientali presenti sulle confezioni.

Con l’entrata in vigore del regolamento, le informazioni destinate ai consumatori dovranno essere sempre più precise e dettagliate, indicando con maggiore chiarezza quali componenti del prodotto sono differenziabili.

Per questo motivo, il consiglio è sempre quello di controllare le indicazioni riportate sulla confezione prima di smaltire le capsule.

Cosa prevede il Regolamento europeo PPWR 2025/40

Dal 12 agosto 2026, il Regolamento europeo PPWR 2025/40 fa rientrare le capsule di caffè tra gli imballaggi, considerandole quindi prodotti destinati al riciclo e al recupero dei materiali.

Tuttavia, il cambiamento non sarà immediato. I produttori di capsule avranno tempo fino al 1° gennaio 2030 per adeguarsi completamente alle nuove disposizioni e immettere sul mercato capsule realmente progettate per essere riciclabili su larga scala.

Nei prossimi anni, aziende e impianti dovranno evolversi rapidamente per garantire un reale recupero dei materiali.

La speranza è che questa nuova filiera possa trasformare un rifiuto molto diffuso in una risorsa per l’ambiente, riducendo progressivamente il ricorso al secco residuo.

Continueremo a monitorare gli sviluppi e vi terremo aggiornati.

La corretta gestione dei rifiuti è oggi un elemento centrale per tutte le attività economiche. Non si tratta solo di rispettare obblighi normativi, ma di contribuire attivamente a un modello di sviluppo più sostenibile, in linea con i principi dell’economia circolare e con quanto previsto dal Testo Unico Ambientale (D. Lgs. 152/2006).

Le utenze non domestiche – in particolare le realtà artigianali, produttive e industriali – sono chiamate a ridurre l’impatto ambientale delle proprie attività attraverso comportamenti consapevoli e scelte operative mirate.

Economia circolare: un approccio strategico

L’economia circolare si fonda su quattro principi fondamentali: riduzione, riutilizzo, riciclo e recupero. Applicarli in modo concreto significa diminuire la produzione di rifiuti e ottimizzare l’uso delle risorse e migliorare l’efficienza aziendale.

Ecco come tradurre questi principi in azioni pratiche.

Intervenire a monte del processo (riduzione)

La prevenzione dei rifiuti inizia già nella fase di approvvigionamento. È importante selezionare fornitori che adottino soluzioni sostenibili, privilegiando materiali e imballaggi facilmente riciclabili o ridotti al minimo. Questa scelta consente di limitare significativamente la quantità di scarti prodotti.

Trasformare gli scarti in risorse (riutilizzare)

Molti residui di lavorazione possono essere reimpiegati anziché smaltiti. È utile verificare l’esistenza di filiere o operatori specializzati in grado di intercettare questi materiali e reintrodurli nei cicli produttivi. In questo modo si evita che diventino rifiuti, valorizzandoli come nuove risorse.

 Differenziare in modo corretto (riciclo e recupero)

Quando il rifiuto non può essere evitato, è fondamentale gestirlo correttamente. Una raccolta differenziata accurata consente di avviare i materiali al riciclo o al recupero, contribuendo alla riduzione dell’impatto ambientale e al funzionamento efficiente del sistema di gestione dei rifiuti.

Organizzazione e gestione del conferimento

Oltre al rispetto delle modalità di raccolta previste, è consigliabile integrare le attività quotidiane con pratiche virtuose ispirate all’economia circolare. In presenza di esigenze specifiche legate ai processi produttivi, è opportuno valutare soluzioni personalizzate per il conferimento dei rifiuti con la nostra azienda.

Adottare queste buone pratiche significa non solo conformarsi alla normativa vigente, ma anche migliorare le performance ambientali e rafforzare la responsabilità sociale dell’impresa. Un approccio consapevole alla gestione dei rifiuti è, oggi più che mai, un investimento sul futuro.

In questo articolo spieghiamo cosa sono i RAEE e come funzionano i servizi  uno contro uno e uno contro zero, messi a disposizione dei cittadini.

 

Cosa sono i RAEE

RAEE è l’acronimo di Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche.
Rientrano in questa categoria tutti i dispositivi che funzionavano con corrente elettrica, batterie o campi elettromagnetici.

I dispositivi Raee essendo davvero tanti, vengono suddivisi per categorie:

  • R1: apparecchiature refrigeranti e per il condizionamento, come: frigoriferi, congelatori, climatizzatori
  • R2: grandi bianchi, per esempio: lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi
  • R3: televisori e monitor
  • R4:Piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo, insomma gli apparecchi più diffusi, come: rasoi elettrici, caricabatterie, ferri da stiro, frullatori, macchine da cucire, stampanti, telefonini, radio, ecc..
  • R5: Sorgenti luminose: lampade a risparmio energetico, neon

 

Dai RAEE si possono recuperare numerosi materiali, riducendo il consumo di risorse naturali e l’impatto ambientale. In particolare, attraverso un corretto trattamento dei RAEE è possibile recuperare metalli ferrosi e non ferrosi come ferro, acciaio, alluminio e rame, metalli preziosi presenti in piccole quantità come oro, argento e palladio, plastiche riutilizzabili per la produzione di nuovi manufatti, vetro proveniente soprattutto da schermi e monitor, oltre a componenti elettronici e materie prime critiche che possono essere reimpiegate in nuovi cicli produttivi; allo stesso tempo, il trattamento controllato consente di separare e gestire in sicurezza le sostanze potenzialmente pericolose, evitando la loro dispersione nell’ambiente.

La disciplina normativa di riferimento

In Italia la gestione dei RAEE è disciplinata dal D.Lgs. 49/2014, che recepisce una direttiva europea.
La normativa è stata aggiornata nel tempo, anche con la Legge 166/2024, che ha rafforzato alcuni obblighi informativi e operativi a carico dei venditori.

Il principio alla base della legge è chiaro:
il cittadino non deve sostenere costi aggiuntivi né incontrare difficoltà per smaltire correttamente un RAEE.

Per rendere effettivo questo principio, la normativa ha introdotto due specifiche modalità di ritiro gratuito dei RAEE, affidate ai venditori di apparecchiature elettriche ed elettroniche:

  • il servizio “Uno contro Uno”, collegato all’acquisto di un nuovo prodotto
  • il servizio “Uno contro Zero”, dedicato ai piccoli RAEE, anche senza acquisto

Questi due servizi rappresentano gli strumenti principali attraverso cui il cittadino può conferire correttamente i RAEE, garantendo una gestione conforme alle norme ambientali e favorendo il recupero dei materiali.

Il servizio “Uno contro Uno”

Il servizio uno contro uno si applica quando acquisti una nuova apparecchiatura elettrica o elettronica.

Come funziona?

Acquistando un prodotto nuovo, si ha diritto a consegnare gratuitamente al venditore un RAEE equivalente, ovvero un rifiuto della stessa tipologia del prodotto acquistato. Ad esempio se acquisti una nuova lavatrice puoi consegnare al rivenditore quella vecchia.

Il ritiro può avvenire direttamente in negozio o al momento della consegna a domicilio del nuovo prodotto.

I diritti del consumatore

  • Il servizio è gratuito
  • Il venditore non può rifiutarsi, se il RAEE è equivalente
  • Non può essere richiesto alcun pagamento aggiuntivo
  • Il ritiro non è legato allo stato di funzionamento del prodotto

Il servizio “Uno contro Zero”

Il servizio uno contro zero riguarda invece i piccoli RAEE.

Come funziona

I negozi con una superficie di vendita di apparecchiature elettriche ed elettroniche superiore a 400 m² devono ritirare gratuitamente piccoli RAEE anche senza obbligo di acquisto

Per piccoli RAEE si intendono quelli con dimensioni inferiori a 25 cm, come: telefoni, mouse, tastiere, caricabatterie e piccoli elettrodomestici di vario genere.

I diritti del consumatore

  • Si può consegnare anche senza dover comprare nulla
  • Il ritiro è gratuito
  • Il negozio non può imporre condizioni aggiuntive
  • Il RAEE deve solo rientrare nei limiti dimensionali previsti

Cosa deve fare il venditore?

La normativa stabilisce obblighi chiari per i punti vendita, che devono informare correttamente i cittadini sui servizi disponibili, garantire il ritiro dei RAEE secondo le modalità previste e non ostacolare in alcun modo la loro consegna, assicurando così al cittadino un servizio semplice, trasparente e accessibile.

Cosa prevede la normativa per gli acquisti online

La normativa RAEE si applica anche agli acquisti effettuati online: il venditore è tenuto a garantire il servizio di ritiro uno contro uno, a informare in modo chiaro l’utente, prima dell’acquisto, sulle modalità di conferimento del RAEE e ad assicurare che il ritiro del rifiuto avvenga contestualmente alla consegna del nuovo prodotto oppure attraverso una procedura equivalente concordata.

Diritti del consumatore

  • Il servizio di ritiro è gratuito, come per gli acquisti in negozio
  • Il venditore non può escludere il ritiro per il solo fatto che l’acquisto è avvenuto online
  • Le modalità di ritiro devono essere chiare e accessibili

Nel caso in cui il venditore online non effettui direttamente la consegna, resta comunque responsabile dell’organizzazione del ritiro del RAEE.

Perché è importante conoscere questi servizi?

Conoscere come funzionano i servizi uno contro uno e uno contro zero è importante perché consente di evitare smaltimenti scorretti, ridurre l’abbandono dei rifiuti, favorire il recupero dei materiali e tutelare l’ambiente e la salute collettiva, ma soprattutto permette al cittadino di far valere i propri diritti evitando costi indebiti e informazioni non corrette; per questo noi di  Progitec abbiamo voluto offrire una panoramica chiara e completa di tutti i servizi connessi alla gestione dei RAEE, affinché i cittadini conoscano non solo le modalità di conferimento legate al servizio di raccolta differenziata, come l’accesso ai centri di raccolta e i ritiri su chiamata, ma anche tutte le ulteriori forme di gestione previste dalla normativa.

 

I risultati della raccolta differenziata nei comuni gestiti da Progitec

Nei Dossier Comuni Ricicloni 2023, stilato annualmente da Legambiente, numerosi comuni gestiti da Progitec si sono distinti per il loro impegno nella raccolta differenziata, raggiungendo risultati eccellenti. Questi traguardi sono il frutto della collaborazione tra amministrazioni comunali, cittadini e operatori del settore, che quotidianamente lavorano per migliorare la qualità del servizio e ridurre la produzione di rifiuti indifferenziati.

Risultati che fanno la differenza

Tra i comuni gestiti da Progitec, alcuni hanno raggiunto esiti che meritano di essere sottolineati:

Cardano al Campo, Belmonte Mezzagno, Sortino e San Pietro Clarenza sono stati inclusi nella categoria “Comuni Rifiuti Free” tra quelli con una popolazione compresa tra 5.000 e 15.000 abitanti, distinguendosi per le elevate percentuali di raccolta differenziata, arrivando fino all’ 83,7%. Questi risultati evidenziano un impegno costante nella gestione dei rifiuti urbani.

A performare efficacemente nel contesto della sostenibilità nella Categoria “Comuni oltre il 65% di RD” troviamo ai primi posti della classifica Mascalucia, Camporotondo Etneo e Trecastagni con percentuali di importanza rilevante nella raccolta differenziata, che arrivano fino all’ 82,9%.

Nella medesima categoria, con una media vicina al 70%, sono stati menzionati i comuni di Villarosa, Capaci, Leonforte e Carlentini, dimostrando come politiche ambientali mirate possano portare a risultati concreti.

E per concludere Ustica: piccola ma virtuosa isola del Palermitano, che ha ottenuto una percentuale di raccolta differenziata pari al 93,0%, dimostrando come anche le realtà più isolate possano essere esempi virtuosi.

 La raccolta differenziata come valore fondamentale

La raccolta differenziata, oltre ad essere un obbligo normativo, rappresenta un valore fondamentale per il futuro del pianeta e delle nuove generazioni. I risultati raggiunti finora dimostrano, inoltre, l’efficacia di un sistema ben organizzato, in cui la collaborazione e l’efficienza giocano un ruolo essenziale.

Noi di Progitec, come azienda impegnata nei servizi ambientali, siamo orgogliosi di collaborare con realtà che adottano i nostri progetti e implementano i sistemi di raccolta proposti. Ogni traguardo raggiunto diventa uno stimolo a fare sempre meglio, investendo in tecnologie innovative, formazione e sensibilizzazione.

Un sentito grazie a tutti coloro che, con il loro impegno quotidiano, contribuiscono a costruire un futuro più pulito e sostenibile. Insieme, possiamo davvero fare la differenza

 

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